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16-07-2010
Dopo il saldo negativo dello 0,68 per cento nel primo trimestre, per l’artigianato della Tuscia torna il segno più: tra aprile e giugno 2010, si è registrato un tasso di crescita pari allo 0,47 per cento (235 iscrizioni a fronte di 196 cessazioni), mentre la media nazionale è dello 0,40 per cento. Ma il recupero non tranquillizza la CNA. “La rilevazione trimestrale condotta da Infocamere per Unioncamere conferma certamente il ruolo importante che l’impresa artigiana gioca nel nostro territorio sul piano della tenuta dell’economia e della dinamica sociale -afferma la neosegretaria provinciale, Luigia Melaragni-. Nell’analizzare il dato, dobbiamo comunque tenere presente che il secondo trimestre è solitamente caratterizzato da un buon fermento per ciò che riguarda l’avvio di attività. I numeri del 2010 non si discostano, inoltre, da quelli del 2009: il saldo positivo riferito al periodo aprile-giugno è di 39 imprese contro le 42 dello scorso anno”.
Non si può parlare, insomma, secondo la CNA, di crisi ormai alle spalle. “L’imprenditoria diffusa fatica ancora molto. Il dato riporta però in primo piano le grandi potenzialità del sistema della piccola e piccolissima impresa e ripropone -prosegue Melaragni- la necessità di mettere a fuoco percorsi per una solida crescita”.
“Come è emerso oggi dal convegno nazionale che la CNA ha tenuto sul tema dello sviluppo tra rischi e opportunità e che ha visto presente la nostra associazione provinciale con una delegazione, bisogna trovare con urgenza le soluzioni per favorire l’innovazione di processo e di prodotto, affinché le aziende possano affrontare il mercato globale, e investire sulle reti d’impresa. E si deve puntare con determinazione -sottolinea la segretaria provinciale- sulla semplificazione, realizzando, primo di tutto, lo sportello unico per le attività produttive”.
La Tuscia (al 49° posto nella graduatoria provinciale) è, nel Lazio, la provincia che registra il tasso di crescita più alto riguardo all’artigianato. Seguono Rieti (0,46 per cento), Frosinone (0,18), Roma (- 0,28) e Latina (- 1,47).
Positivo nel Viterbese anche il tasso di crescita del totale delle imprese: 0,83 per cento (742 iscrizioni e 426 cessazioni, con un saldo positivo di 316 imprese), di poco superiore alla media nazionale, che si attesta allo 0,78 per cento.
Luigia Melaragni, segretaria provinciale della CNA Associazione Provinciale di Viterbo
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